Shiryu86 vede un girone di ritorno romanzesco: Noi come Edmond Dantes
17 12 2008Torna a parlare Shiryu86. Il Capitano/Allenatore prende le difese del gruppo dopo un girone d’andata disastroso (”Siamo molto più compatti della passata stagione fuori dal campo… dentro al campo c’è tanto da lavorare”) e traccia la linea da seguire per il ritorno: “Noi come Edmond Dantes, dobbiamo vivere il ritorno come una vendetta per tutte le partite andate a male”.
3 punti in 6 partite. Un bilancio quantomeno deludente. Quanta responsabilità c’è da parte tua che sei l’allenatore in questo declino?
Sicuramente c’è, e anche molto per alcuni aspetti. Ho fatto alcune decisioni che tornando indietro sicuramente non rifarei, però al tempo stesso quest’anno abbiamo preso il campionato con una piega più leggera, e questo sicuramente si è risentito sul campo dove siamo stati più molli. Credo che a livello squisitamente calcistico, la scelta che anch’io ho condiviso ad inizio stagione, sia errata. Però dobbiamo dosare “campionato e gruppo di amici”… e non è semplice.
Hai pensato di dimetterti come allenatore?
Sinceramente si, ci ho pensato dopo l’ultima sconfitta. Però al tempo stesso credo che in questo momento non esista un vero allenatore. Nel senso che in questo modo sono costretto a fare delle scelte obbligate nelle quali ho poco da dire. Se ho 10 giocatori a disposizione e devo metterli tutti e 10 almeno un tempo in campo sono costretto a volte a fare cambi assurdi. Tipo chessò, togliere un Chip per un SerjO quando magari in altre condizioni non lo avrei fatto, però per mettere SerjO non potevo certo togliere un difensore. Situazioni paradossali che mi limitano nelle scelte.
E allora che cosa ti rimproveri?
Paradossalmente di non essere stato un vero Capitano in questo periodo. Di essere stato troppo calmo in campo per certe partite. Ad esempio nella gara d’andata contro i Dragons che affronteremo stasera ero in palla agonisticamente parlando e si è visto: ce l’ho messa tutta fino in fondo cercando di imprimere il mio stesso entusiasmo ai compagni. In altre gare questo è venuto meno; però come allenatore nel vero senso del termine ho poco da imputarmi. Ma sull’aspetto del Capitano molto, e cercherò già da stasera di cambiare aria.
Quale partita rappresenta per te il più grande rammarico in questo girone d’andata?
Tutte. Tutte le sconfitte che abbiamo maturato sono state frutto di situazioni paradossali. Abbiamo giocato alla grande con squadre a noi tecnicamente superiori, e male con squadre meno forti, ma il risultato è stato sempre lo stesso: perso di un gol. C’è mancato il giusto agonismo in queste partite, e anche nell’unica che abbiamo vinto ci è mancato poco che non pareggiavamo nel finale. Non siamo concentrati per tutti i 50′, e se non si sta bene in campo lo si deve dire perchè dobbiamo sputare sangue in questo girone di ritorno.
Personalmente hai fatto 3 gol, come lo scorso anno. Come reputi (aldilà delle marcature) il tuo girone d’andata?
Avrò fatto anche 3 gol come lo scorso anno in tutta la stagione. Ma lo scorso anno i 3 gol avevano fruttato almeno 6 punti (Diavoli della Pizza all’andata e Maremmana al ritorno). Quest’anno quelle tre reti fatte tutte in una gara ne hanno portati a 0. Ho giocato alcune partite anche discretamente, e a livello di condizione atletica sto sinceramente meglio rispetto ad un anno fa, tuttavia il mio rendimento è direttamente proporzionale a quello della squadra e lo giudico negativo. Un’altro motivo in più per fare bene nell’immediato.
Ci sono malumori all’interno del gruppo?
Dobbiamo scindere due cose. Il gruppo fuori dal campo e il gruppo in campo. La Lazio del 74′ che vinse lo scudetto era una squadra fatta da due “gruppi” nei quali non c’era di certo armonia dopo le partite, anzi, si volevano far fuori a vicenda. Ma in campo tutti si aiutavano e condividevano lo stesso obiettivo. Noi fuori dal campo siamo amici e pure tanto, anzi sono molto contento perchè alcuni rapporti si sono maggiormente intensificati tra di noi e c’è un bel clima. Nonostante le sconfitte nello spogliatoio c’è aria distesa, cosa che altre volte non avveniva. Però in campo non siamo compatti, in campo giochiamo con poca coesione, e questo porta a situazioni negative che creano malumore.
Qual’è la ricetta per venir fuori da questa crisi?
Credo innanzi tutto, che una crisi del genere il Saint Seiya non l’abbia mai vissuta, però ci sta e fa parte del gioco. Per venir fuori occorre lo spirito vincente dello scorso anno, che si acqusta dando continuità ai risultati e al gioco espresso. Ci vuole che tutti noi pensiamo ad un NOI come squadra e non ad un IO come individuo. Ora è tornato anche Formattone, per noi è fondamentale. Ma non possiamo aggrapparci ai singoli, ci vuole davvero un inversione di tendenza.
C’è qualche giocatore che l’ha deluso in particolar modo?
Sinceramente nessuno. So quanto possono dare i miei compagni ed il sottoscritto e so quello che non possono dare, ossia ognuno di noi ha i propri limiti. Non mi ha deluso nessuno però al tempo stesso dobbiamo reagire mentalmente. Perchè il nostro problema ora è la testa.
Ora arrivano i Dragons, all’andata finì la partita con te a terra in lacrime. Che ricordo hai di quella sfida?
Paradossalmente ho il ricordo più bello della stagione, di un gruppo che nonostante tutte le avversità c’è stato, e ce l’ha messa tutta per compiere un impresa. Se giochiamo con quello spirito tutte le prossime gare, a parità di uomini s’intenda, possiamo fare un gran girone di ritorno. Covo un grande desiderio di rivalsa sui Dragons, ho proprio voglia di una prova di carattere questa sera. Il Saint Seiya deve essere come il Conte di Montecristo. Edmond Dantes si prese una bella rivincita nella seconda parte del libro, dopo una prima parte nella quale subì le peggiori scorrettezze. Ecco, noi abbiamo appena concluso la prima metà del libro, ora ci aspetta la seconda e dobbiamo assolutamente compiere la vendetta che fece lui.
Per arrivare dove?
Da nessuna parte. Per poter dire che i valori che esprimono la classifica attuale non ci competono. Ormai i sogni di gloria dobbiamo lasciarli da parte, perchè rimangono tali. Io covavo un sogno che però in questo momento è utopia. Dobbiamo essere razionali, pensare di partita in partita. Il nostro obiettivo minimo è essere penultimi per qualificarci in Coppa Roma . Tutto il resto non ci deve riguardare. Poi ci rivedremo alla penultima giornata di campionato dove diremo: “ok, possiamo arrivare qui” e vedremo. La mia volontà è di provare a vincerle tutte. Ora che siamo ultimi non abbiamo niente da perdere.






Auguri di buone feste da parte di tutta la Real Borgaccese.
Ciao ciao,
Mauro
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Il BalziBlu FC tutto Vi porge i più sentiti auguri di Natale e di Buon Anno!!!