
Continua, serrato, il confronto tra Sion dell’Ariete e Rune di Balrog, Specter che presiede il secondo dei templi infernali, quello di Venere.
Un passato comune sembra unire i due guerrieri, un ricordo che si perde nell’eco della memoria e che Rune non esita a richiamare alla mente del giovane Cavaliere d’Oro… per riportare in superficie i sentimenti di quei giorni lontani,
in cui non c’erano né amici, né una dea da proteggere, ma solo la compagnia di un’infinita e desolante distesa di macerie che narravano il riflesso della vita e della morte di chi le custodiva.
Una conoscenza suprema, una sapienza che avrebbe potuto trasformare quel flebile riflesso in un accecante bagliore… tale era l’offerta della persona che anni prima tentò l’animo di Sion, quella stessa persona che ora gli si para dinnanzi come avversario e come testimone dei sui antichi peccati.
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